1965-2025 Comunione e Liberazione a Fermo

Una storia lunga 60 anni

Negli anni ’60 Fermo era un’affollata città di studi. Don Luigi Valentini, giovane sacerdote chiamato dall’arcivescovo a seguire la Casa dello Studente, venne a sapere che a Rimini, sulla scia di Gioventù Studentesca fondata a Milano da don Giussani, era nata un’importante presenza cristiana nelle scuole della città. Assieme a tre dei suoi ragazzi della Casa dello Studente nel gennaio del ’65 andò a Rimini per incontrare quell’esperienza.
Marco – uno dei tre – ricorda che il tema dell’incontro era la solitudine:

«[…] un’esperienza propria dei ragazzi in età scolastica. Veniva descritta confrontandola con l’esperienza di solitudine degli Apostoli al momento in cui Gesù era salito in cielo. Un modo di parlare di Gesù straordinariamente nuovo e un modo illuminante di parlare della solitudine».

Rimasero fortemente colpiti da quello che avevano incontrato: un metodo educativo capace di rispondere ai loro bisogni più profondi. Lo vollero anche per sé: il 7 febbraio 1965 alla Casa della Studentessa di Fermo si tenne l’incontro con uno dei ragazzi di Rimini conosciuti poche settimane prima.

«Anche io venni invitato all’incontro – scrive Mimmo – Non ricordo quello che disse, ma ricordo molto bene che uscii pensando “mi piacerebbe essere come lui”; era specchio di qualcosa di bello e di grande che non consisteva in quello che aveva detto, ma che era dentro l’esperienza umana di cui ci aveva parlato».

Iniziava così a Fermo l’esperienza di GS (poi Comunione e Liberazione) secondo la proposta educativa di don Luigi Giussani: cultura, carità e missione

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Gita a S. Marino delle comunità di GS di Fermo e Civitanova Marche

Le gite

Una delle prime gite dei giessini fermani fu ad Arezzo, assieme alle comunità della Romagna. Il giornale studentesco “Il brogliaccio”

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La cultura per don Giussani è il frutto di un giudizio critico e sistematico sulla realtà, finalizzato a vagliare tutto per coglierne il significato profondo
Don Giussani definisce la carità come l’intimità di una Presenza che la fede riconosce; indica il contenuto più profondo e più intimo di quella realtà suprema che la fede ci fa riconoscere. La carità è abbandono di sé a Dio che per primo mi si offre.
In Appunti di metodo cristiano, uno dei primi “libretti”, don Giussani scrive che «nella misura in cui una persona o una comunità cristiana non sono aperte alla comunione viva con gli altri cristiani e, attraverso questa, con tutti gli uomini, si privano anche della possibilità di realizzare la propria personalità, di essere pienamente ed autenticamente “cattoliche”»