La stampa e la comunicazione

Un esempio interessante di creatività culturale cresciuta dentro l’esperienza di GS di Fermo fu l’attività nella testata giornalistica “Il brogliaccio”, destinata al mondo studentesco locale. Sostenuta dalla Curia e gestita da un comitato di redazione costituito interamente da studenti delle scuole medie superiori di Fermo, faceva capo alla Casa dello Studente ed era preesistente alla nascita della comunità. Ben presto, però, praticamente tutta la redazione entrò a far parte della GS fermana, tanto da qualificarsi come “periodico della Gioventù Studentesca fermana”. Si occupava di cronaca locale, con particolare riferimento alle singole scuole, ma anche di questioni di rilevanza nazionale, sociali, politiche e finanche sportive.

Nel n. 1 di novembre 1965, anno quinto della sua pubblicazione, compare un articolo, firmato in sigla, che racconta, con una certa “rigidità” cronistica tipica dell’epoca, di una gita di GS di Fermo ad Arezzo assieme a diverse comunità della Romagna.

Un altro aspetto rilevante dell’impegno culturale e sociale di GS nell’ambiente fermano è sicuramente costituito dalla scelta di alcuni giessini di utilizzare gli spazi che si stavano creando nel mondo della comunicazione a seguito della liberalizzazione dell’emittenza radiofonica. Dal contributo sia economico che tecnico-operativo di alcuni studenti delle superiori e qualche universitario nacque l’emittente locale Radio Fermo Uno, una delle primissime “radio libere” d’Italia e in particolare delle Marche, ancora oggi attiva. Come spesso avvenuto per tante altre iniziative del movimento, nacque per intrapresa dei singoli e non per indicazioni dei responsabili; solo successivamente venne riconosciuta come strumento culturale utile.

Sul sito dell’emittente è riportata come data ufficiale della nascita il 1976. In realtà le trasmissioni, agli esordi limitate ad alcune ore della giornata, iniziarono qualche tempo prima.

Erano tempi in cui non era ancora ben chiaro, dal punto di vista legale, la possibilità che esistesse in Italia una emittente radiofonica non legata allo Stato; si andavano ad occupare frequenze lasciate libere dal servizio nazionale (la RAI), ma quei ragazzi erano sostenuti dall’ingenua baldanza di poter offrire alla città e al circondario un servizio alternativo.

Ben presto, anche grazie al precisarsi della normativa di settore, sorse la necessità di dare vita ad una struttura legale all’iniziativa: nacque la Cooperativa SocialeRomolo Murri”.

Dopo alterne vicende e anche per scelte personali necessarie, i fondatori della radio uscirono dalla cooperativa e dal lavoro nell’emittente. 

Sebbene oggi abbia un carattere prettamente commerciale, ancora conserva i tratti essenziali di un servizio alla comunità locale che ne avevano caratterizzato gli inizi. 

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In un ambiente scolastico già allora fortemente caratterizzato dall’individualismo e dalla solitudine (tanti erano gli studenti fuori sede), GS si pose in prima istanza come un luogo di incontro e di compagnia al bisogno: la sede divenne da subito spazio per lo studio comune e il sostegno ai bisogni di ciascuno (ripetizioni per alcune materie, e non solo)
Per don Giussani, accanto alla “parola”, la musica e più ancora il canto sono la massima espressione della vita della comunità cristiana, una parte fondamentale e indispensabile dell’esperienza di GS prima e di CL poi