La scuola di comunità

La fine degli anni ’60, quella della contestazione, è segnata da «un soggettivismo esasperato, che portava ad esaltare i sentimenti, scorporandoli da ogni legame all’oggettività della ragione e della storia». Una valanga che si abbatte pesantemente anche su GS. In poco tempo diversi universitari e tantissimi studenti delle superiori lasciano GS per seguire il Movimento Studentesco; GS ne risulta dimezzata.

I pochi universitari rimasti cercano di mantenersi legati alla storia in cui sono cresciuti. Nel 1969 la GS dei primi anni risorge in forma più matura e attrattiva: nasce il Movimento di Comunione e Liberazione.

Sotto la guida attenta di don Giussani la proposta del Movimento si precisa attraverso un percorso ecclesiale di comunione sostenuto da strumenti precisi. La Scuola di Comunità costituisce quello più importante, nel quale è «sistematicamente e criticamente» contenuta la proposta del Movimento. 

Attraverso un serio e costante confronto con alcuni testi specifici, che consentono di «mantenere un rapporto sistematico con il carisma», la Scuola di Comunità si costituisce come percorso di incontro e catechesi stabili per adulti, universitari e studenti. [https://www.clonline.org/it/scuola-di-comunita]

A metà degli anni ’70 la dimensione adulta del Movimento si costituisce in primi gruppi di “Fraternità”; l’Associazione laicale denominata Fraternità di Comunione e Liberazione è riconosciuta ufficialmente dal Pontificio Consiglio dei Laici l’11 febbraio 1982. 

[https://www.clonline.org/it/cl/fraternita]

 

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In un ambiente scolastico già allora fortemente caratterizzato dall’individualismo e dalla solitudine (tanti erano gli studenti fuori sede), GS si pose in prima istanza come un luogo di incontro e di compagnia al bisogno: la sede divenne da subito spazio per lo studio comune e il sostegno ai bisogni di ciascuno (ripetizioni per alcune materie, e non solo)
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