Il centro culturale

Incontro con Padre Aldo Trento del 23 maggio 2010
Il desiderio di una presenza culturale in ambito locale che rendesse ragione della fede vissuta condusse, nella seconda metà degli anni ’70, alla nascita dei Centri Culturali in varie città

Certamente ispirati ai contenuti del movimento, ma autonomi nella gestione, avevano come scopo l’organizzazione di incontri, mostre, dibattiti e altre iniziative culturali che sviluppassero la conoscenza dei valori in campo artistico e culturale appartenenti alla tradizione cattolica e non solo.

Il Centro Culturale “Il Portico” nacque a Fermo a fine anni ’70, uno tra i primi sorti in Italia per iniziativa di persone di CL. Racconta uno dei fondatori: 

«Il centro culturale Il Portico è nato a Fermo come risposta di alcuni all’invito di don Giussani ad un affronto critico e sistematico della realtà, ovvero, come ci diceva sempre citando San Paolo, a “vagliare tutto e trattenere il valore”. Questo ne è stato il principio ispiratore e il motore. Tutto infatti è incontrabile e affrontabile tenendo come criterio la chiarezza sull’uomo portata dalla rivelazione cristiana riconoscendo e valorizzando quanto c’è di vero, di buono e di bello in ogni cosa e in ogni persona. Aperti a tutti e a tutto in un desiderio inesausto di verità e di confronto: questa la ragione, questo lo scopo, questo il metodo. Lo stesso nome allora scelto per il centro culturale di Fermo, “Il Portico” , appunto, lo voleva sottolineare emblematicamente: a Fermo i portici, in Piazza del Popolo, erano per antonomasia il luogo cittadino in cui ci si incontrava tutti.»

Così, entro questo orizzonte, si sono moltiplicati negli anni incontri, iniziative, gesti nel tentativo di concretizzare il desiderio di abbracciare il mondo intero scoprendo la fatica e la bellezza dell’esperienza umana nel suo cammino di ricerca del vero. Impossibile documentare l’intera mole di incontri, mostre, corsi e attività varie messe in campo dal “Portico”; riportiamo qui solo alcuni documenti, per nulla esaustivi, delle attività.

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In un ambiente scolastico già allora fortemente caratterizzato dall’individualismo e dalla solitudine (tanti erano gli studenti fuori sede), GS si pose in prima istanza come un luogo di incontro e di compagnia al bisogno: la sede divenne da subito spazio per lo studio comune e il sostegno ai bisogni di ciascuno (ripetizioni per alcune materie, e non solo)
Per don Giussani, accanto alla “parola”, la musica e più ancora il canto sono la massima espressione della vita della comunità cristiana, una parte fondamentale e indispensabile dell’esperienza di GS prima e di CL poi