Don Giussani aveva sempre insistito sull’annuncio come presenza carica di messaggio, una presenza umana in cui si fa luce un’altra Presenza.
Scrive Mons Camisasca:
Ai cancelli e alla entrate delle università, nelle aule e nei corridoi, nei treni coi pendolari o negli appartamenti tra i fuori-sede […] ovunque è comunicazione appassionata di esperienze vissute, di qualcosa che stava riaccadendo, come la prima volta, come in GS. Era una specie di contagio. Per quei ragazzi non c’era nulla che non potesse diventare occasione di annuncio e di crescita.
M. Camisasca, Comunione e Liberazione. La ripresa, San Paolo, 2003, pp.60-61
Le prime sedi universitarie che raggiunsero i giessini fermani furono quelle di Bologna, Perugia, Macerata, poi Camerino ed Ancona; poco dopo si aggiunse anche quella di Pescara. In tutte, la loro presenza fece sorgere e alimentò l’esperienza del movimento.
Nel 1970, dopo la crisi che aveva coinvolto GS durante la contestazione studentesca, stava nascendo Comunione e Liberazione; in università nasceva il CLU: Comunione e Liberazione Universitari.
