Missione

In Appunti di metodo cristiano, uno dei primi “libretti”, don Giussani scrive che «nella misura in cui una persona o una comunità cristiana non sono aperte alla comunione viva con gli altri cristiani e, attraverso questa, con tutti gli uomini, si privano anche della possibilità di realizzare la propria personalità, di essere pienamente ed autenticamente “cattoliche”»

Successivamente, in una lezione tenuta il 4 novembre 1969, così caratterizza la missione:

Quando […] l’uomo cristiano è vigilante, con faccia piena e chiara, consapevole di sé, intelligente e critico, quando è veramente se stesso, quando è vero, insomma, allora si ha una azione nei confronti dell’altro, si ha una comunicazione all’altro che si chiama “missione”. Nella collaborazione, l’uomo cristiano diventa proposta all’altro, e anche se l’altro psicologicamente e intellettualmente fosse più forte di lui, se il cristiano è vero, semplice, usiamo la parola comprensiva del Vangelo, se il cristiano è “vigilante”, la forza della verità che ha in sé è più potente della grandezza geniale, della forza della personalità dell’altro. Così i semplici e gli ignoranti hanno vinto il mondo.

L. Giussani, Una rivoluzione di sé, a cura di Davide Prosperi, Rizzoli, 2024, p.156